SVILUPPO: RECUPERO DI STRUVITE DA IMPIANTI DI DEPURAZIONE

CONVERTIRE GLI IMPIANTI DI DEPURAZIONE IN IMPIANTI DI RECUPERO MATERIA, TRASFORMAZIONE IMPOSTA DALL'ECOSISTEMA

In greco significa “portatore di luce” ma il fosforo, elemento chimico non disponibile in natura allo stato elementare, materia prima indispensabile in ambito agricolo (per la produzione di fertilizzanti e quindi dei prodotti della nostra alimentazione), nonché componente fondamentale anche delle cellule umane, rischia di diventare “materia oscura” causa le difficoltà del suo reperimento da un lato, e la criticità legata alla sua dispersione nell'ambiente, dall’altro.

Non a caso, l'Unione Europea lo ha inserito nella lista delle materie critiche, mentre la gestione sostenibile del fosforo è stata individuata come il terzo dei limiti più critici del nostro pianeta.

L’Europa dipende per il 90% dalle importazioni di questo minerale che viene estratto da giacimenti minerari concentrati soprattutto in Marocco, Cina e Stati Uniti. Le riserve sono però in progressiva contrazione e si prevede perciò un aumento dei costi di questa risorsa nei prossimi anni. A livello mondiale si stima che solo il 20% della quota estratta dai depositi minerari arriva all’uomo attraverso la catena alimentare (efficienza d’uso). Buona parte del fosforo, infatti, viene dispersa nell’ambiente: accumulata nei terreni oppure veicolata nelle acque. Pertanto, sistemi innovativi per risparmio, recupero da flussi di scarto, e riciclo in fertilizzanti bio sostenibili, sono azioni che devono essere implementate con estrema urgenza. Fanghi di depurazione, rifiuti organici ed effluenti zootecnici o scarti agroalimentari sono tra i più interessanti per realizzare percorsi di bioeconomia circolare.

In Italia, circa 5 milioni di tonnellate di fanghi vengono prodotti ogni anno dai depuratori. Oggi la tecnologia sostenibile ci dice che è possibile trasformare i depuratori in impianti di recupero di materie rinnovabili che abbiano un valore ed un mercato: è necessario lavorare per riconoscere questo valore economico circolare.

Un modo di recuperare fosforo da acque reflue e destinarlo al possibie riuso agricolo è quello di precipitarlo come struvite. Il processo è stato usato per abbattere l’azoto ammoniacale in particolare in reflui che ne contenessero concentrazioni elevate, per esempio il percolato di discarica. Il processo chimico produce un composto cristallino, costituito da ioni Magnesio, Ammonio e Fosfato (da qui l’acronimo MAP), che può essere utilizzato come fertilizzante fosfatico e/o azotato a lento rilascio. Questo trattamento chimico fisico ha mostrato una maggior efficacia in termini di abbattimento del fosforo, la Struvite è un fosfato esaidrato di ammonio e fosforo.